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2012-06-21/15:13:35 Completo Visitato: 298
La storia di Inno e Tivity
DETTAGLI:

Quella che segue è una storiella che ho scritto alcuni anni fa per iniziare un corso sull'Innovazione e la Creatività.

Spero vi piaccia .. 

 

Krey era uno strano pianeta, dai 1000 colori cangianti, senza neanche una pianura, tutto era in costante movimento.

I suoi abitanti, i Tivitiani, sembravano sempre felici.

L'altezza delle montagne di Krey faceva venire i brividi, ma loro sostenevano che tutto quello che splendido non può non creare eccitazione.

Più il loro cuore accelerava i battiti più erano felici.

 

Tivity era una di loro e aveva un curioso modo di stare in piedi; quando i suoi occhi si posavano sui tuoi era come se non avessi più segreti per lei.

 

Come tutte le Tivitiane era una creatura dai lineamenti dolci e dal sorriso disarmante, non riusciva a stare ferma per più di qualche minuto, la sua vita era novità è scoperta.

 

Spostarsi da un luogo d'un altro non era un problema per lei, erano sufficienti pochi istanti. La domanda più spontanea sarebbe stata chiedersi se Tivity avesse memoria di tutte le cose che faceva e di tutti i luoghi che visitava, ma probabilmente questo per lei non rappresentava né un problema né un interrogativo da porsi.

 

Qualunque cosa le accadesse era come se l'acqua appena caduta fosse subito asciugata dal sole.

 

A molti anni luce da Krey viveva Inno. Al contrario di Tivity i suoi movimenti erano molto più lenti e calcolati e la sua fisiologia ne era la dimostrazione.aveva gli occhi molto grandi ed estremamente vigili, l'impressione era che nulla gli potesse sfuggire, tutto era sotto il suo controllo.

 

Gli Innominidi vivevano su Perph, ed erano una specie protetta dalla G.U.I., la Galassia Interspaziale Universale, che ben sapeva che solo grande alla loro costante applicazione nel campo dell'ottimizzazione dei processi del miglioramento dei materiali utilizzati, l'universo poteva espandersi in qualità e sicurezza.

 

In effetti Inno era perfetto, anche se, ai nostri occhi, un po' goffo e rigido nei movimenti.

 

La caratteristica primaria di un abitante di Perph era che ogni giorno mutava evolvendo e perciò sarebbe del tutto naturale aspettarsi che tra qualche B.S.T. (balzo spazio-temporale) anche gli Innominidi avrebbero avuto un aspetto bello e attraente.

 

Questa prerogativa degli abitanti di Perph di evolvere continuamente aveva come contropartita un grosso dispendio di energia e la necessità di acquisire conoscenza senza sosta. Per tale ragione, questa volta, sarebbe stato Inno ad essere inviato sul nuovo pianeta da esplorare.

 

Quel pianeta era il pianeta Terra!

 

Il 28 ottobre di 5 milioni di anni fa Inno è stato disintegrato e rinnovato per altri usi, mentre il suo contenuto sostanziale venne materializzato sul pianeta terra in attesa di essere attivato dalla cellula-base, una sorta di anima generazionale.

 

Inno sarebbe rimasto da solo sul pianeta terra per molti B.S.T..

 

Una delle attività che facevano sentire meglio Tivity era fare le bolle di energia ed applicare la materializzazione del pensiero creativo al loro interno. Era una sorta di visualizzazione emotiva dell'immagine che via via si andava formando.

 

Tivity era bravissima a fare l’Emotional-Birthing, era una delle cose che in assoluto sapeva fare meglio.

 

A scuola spesso l'avevano incoraggiata a trovarsi un lavoro in questo ambito, visto che purtroppo non era altrettanto bravo a ammontare tra loro le bolle energetiche per realizzare la famosa Piramide Creativa, dov'era necessaria una buona dose di capacità logico-razionale che lei proprio non possedeva.

 

Per questo motivo,1 giorno Tivity decise di andare oltre e si nascose sulla navicella intergalattica di ispezione alternativa.

 

L'11 novembre di circa 5 milioni di anni fa Tivity si svegliò su un pianeta bellissimo, pieno d'acqua e quasi sempre illuminato da un caldo sole. Ruscelli, cascate, laghi, montagne, ma anche immense pianure verdeggianti, quale novità per Tivity!

 

Inno e Tivity erano molto diversi tra loro e quando per caso scoprirono di trovarsi nello stesso luogo fu una vera e propria tragedia. Nessuno dei due riusciva a capire perché l'altro fosse lì, non c'era alcun motivo che giustificasse, anche solo in parte, la coesistenza di due esseri così diversi e tanto lontani nell'aspetto e nel senso dell'esistenza.

 

Inno pensava in continuazione a cosa mai poteva servire una tale specie così bislacca, che sembra avere sempre la testa fra le nuvole. Mentre Tivity, se da una parte ne era affascinata, dall'altra sentiva inutile e noioso tutto questo darsi da fare dalla mattina sino alla notte con il solo scopo di realizzare cose, che le sue bolle che avrebbero fatto vedere in un attimo.

 

Per moltissimo tempo si osservarono da lontano, senza mai avvicinarsi.

 

Inno organizzò perfettamente il suo territorio, si costruì perfino una capanna estremamente funzionale, dove poter riposare comodamente di notte e vivere operosamente di giorno. Ogni giorno realizzava qualcosa di nuovo per rendere il suo soggiorno il migliore possibile.

 

Nel frattempo Tivity trascorreva le sue giornate girando alla scoperta di tutto ciò che la circondava e non smetteva mai di meravigliarsi per la straordinarietà della natura di questo incredibile pianeta terra. Chissà cosa sarebbe successo se solo per un attimo avesse anche lontanamente sospettato che tale di tale risorsa sarebbe stata un giorno così sottovalutata.

 

Ogni giorno felice di ciò che aveva visto e dell'esperienza vissuta si addormentava sorridente sotto il cielo e la sua coperta fatta di stelle, immaginando vividamente quante cose nuove avrebbe ancora potuto fare e creare.

 

Quando Inno e Tivity, per caso o per destino, si incontrarono per la prima volta e provarono interagire, non sarebbero mai stati in grado di capire con l'aiuto della loro unicità di pensiero, che solo la loro unione avrebbe potuto creare ciò che ancora non faceva parte della realtà.

 

La paura delle proprie emozioni da una parte e la logica razionale dall'altra creavano tra loro una barriera quasi insuperabile.

 

Però, Inno sentiva qualcosa dentro che non riusciva a spiegare a se stesso, a volte non riusciva a dormire la notte pensando Tivity, la trovava irresistibile e stimolante. Questa strana eccitazione era pericolosa e soprattutto inutile e pure così stimolante.

 

Il pensiero di Tivity avvolta non riusciva più entrare nelle bolle energetiche, faceva troppo freddo di notte per riposare bene e forse quella capanna fatta di canne e sassi reali non era poi così inutile.

 

È così, mentre in Inno c'era qualcosa di nuovo che si cominciò a far sentire, che si chiamava emozione, in Tivity la semplicità della sensazione a volte lasciava spazio alla razionalità della logica.

 

Il ciclo dell'inevitabile, dell'imprevedibile e dell'imprescindibile si era concluso. L'emozionante Tivity aveva scoperto la logicità delle cose e irrazionale Inno il battito del suo cuore.

 

Solo la loro unione poté generare qualcosa che ancora non esisteva sotto quella forma. Dal loro amore nacque l'InnoTivity EmoRationale.

 

Per molti anni Inno e Tivity vissero sul pianeta Terra sperimentando nuovi modi di comunicazione per la mente, mettendo in dubbio i loro sistemi di credenze e invertendo i sistemi cognitivi di valutazione degli eventi. Compresero come il raggiungimento di un qualsiasi obiettivo non poteva prescindere dalla loro personale percezione della situazione, da cosa ritenessero più opportuno fare, dal loro coinvolgimento emotivo e dalle loro abilità meta-cognitive.

 

Il loro amore per l'innovazione e la creatività era il risultato della loro unione sinergica. Uno scambio continuo di emozione e razionalità, disponibilità all'ascolto reciproco senza irrigidimento del pensiero. Erano consapevoli dell'importanza di mettersi in discussione, avevano compreso come a volte la soluzione migliore era sotto i loro occhi, ma da soli non riuscivano a vederla.

 

La sensazione gli permetteva di sentire, la percezione di capire, ma solo l'inversione della modalità di pensiero in corso era in grado di sollecitare nuovi recettori andando ad attivare una diversa area del loro cervello e quindi una diversa organizzazione e interpretazione delle informazioni. L'utilizzo dell'inversione del pensiero era risultato più volte utile quando si erano trovati ad affrontare momenti di stasi o problemi di cui non riuscivano a trovare la soluzione.

 

Per fare tutto questo si servivano delle bolle energetiche di Tivity, innovate, grazie all'esperienza di Inno in una modalità completamente nuova. Avevano creato quattro tipi di bolle che visualizzavano al loro interno creatività ed innovazione saggiamente mescolate con emozione e ragione.

Ogni bolla rappresentava un pensiero modale ed andava utilizzata al momento giusto. Qualunque processo o percorso generativo-creativo era il risultato dei quattro “modi di pensare” che si alternavano secondo una determinata sequenza e di una o più inversioni del pensiero.

 

L'uomo era nato e il pianeta Terra andava lasciato al suo nuovo proprietario, Inno e Tivity lo sapevano bene che questo momento sarebbe arrivato.

 

Però, prima di andar via, vollero lasciare un segno, un messaggio, qualcosa che potesse aiutare l'uomo nella sua evoluzione. Decisero quindi, prima di abbandonare la Terra, di nascondere milioni e milioni di bolle energetiche dei quattro tipi in tutto il pianeta. Sapevano che durante l'arco della sua esistenza gli uomini che più avrebbero creduto in se stessi e nei loro sogni sarebbero stati in grado di trovare, al momento giusto, la bolla energetica che in quel momento avrebbe fatto la differenza.

 

Inno e Tivity partirono insieme alla scoperta di nuovi mondi mentre il piccolo grande uomo camminando a carponi stava per fare la sua prima grande scoperta.

 

Buona giornata e Straordinaria vita

Eugenio MonSan


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