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2012-10-02/11:14:09 Completo Visitato: 351
La mia personale esperienza a Monte S. Angelo il 29 settembre del 2012
DETTAGLI:

Il 29 settembre si celebra la festa di San Michele, insieme a quella di San Raffaele e San Gabriele.

 

Quest’anno una serie di segnali mi hanno portato verso il pellegrinaggio a piedi che da Vieste arriva a Monte S. Angelo nel Santuario di S. Michele Arcangelo.

 

Vorrei condividere con voi l’esperienza che ho avuto l’opportunità di accogliere.

 

 Dopo aver percorso le scale in discesa, in lenta processione, sono arrivato all'interno della grotta di San Michele Arcangelo ed ho provato una forte sensazione di déjà vu. La mia mente razionale si è affrettata immediatamente a ricercare le spiegazioni di questo “falso riconoscimento”, di questa “anomalia della memoria”, eppure nessuna spiegazione proposta mi riusciva a togliere il pensiero che io fossi già stato lì.

Ma partiamo dall’inizio.

Le indicazioni che mi avevano fornito erano quelle di una tranquilla passeggiata nella foresta umbra di 27 km, in realtà ho camminato a passo costante e non certo lento per circa 9 ore, con due brevi soste, all'ombra di una spettacolare luna piena che filtrava tra la vegetazione di quella meravigliosa foresta. Poco dopo l'alba, a circa metà percorso, ci siamo fermati per fare colazione: caffè, cappuccino, biscotti, acqua, frutta a volontà, pane, olio e pomodoro.

Credo che non dimenticherò mai più le sensazioni forti e intense che ho provato.

Al punto di partenza dovevamo essere circa 200 - 250 persone, almeno inizialmente. Ho camminato con loro, o meglio, fisicamente insieme a loro. Nel silenzio della foresta in piena armonia con me stesso, così come doveva essere. Verso le 10 di mattina sono arrivato, praticamente sfinito, a Monte Sant'Angelo. Confesso di aver creduto di morire, quell'ultimo tratto, tutto in salita, per raggiungere il santuario, sembrava non finire mai. Il mio corpo voleva solo un comodo giaciglio dove fermarsi a riposare.

Durante il cammino ho conosciuto alcune persone e ascoltato tanti cuori, tante preghiere, cantato con loro in onore di San Michele, percepito la magia di quello che stavamo facendo. Un’unica energia in movimento.

Non credo di saper spiegare con l'uso delle sole parole il valore dell'esperienza che ho fatto e soprattutto quello che mi è rimasto dentro. Il primo desiderio è quello di dire grazie. Voglio ringraziare anche me stesso per aver scelto di non mollare, di partire, anche da solo, in macchina verso un posto che non conoscevo per fare qualcosa che mi attirava e mi spaventava al tempo stesso. Mi voglio ringraziare per non aver inventato e trovato 1000 scuse per tornare indietro o cedere alla tentazione di farmi trasportare dalla camionetta della protezione civile. E mi voglio ringraziare anche per aver avuto ancora una volta il coraggio di fare esperienza, senza folli aspettative e regole comportamentali.

Ma voglio ringraziare soprattutto i miei Angeli e i miei Spiriti Guida per essermi stati vicino in quei momenti in cui pensavo di non farcela. Che energia, che posti magici, che accoglienza!

Durante la processione le persone si chiamavano in continuazione, una sorta di voce di contatto, di presenza e di solidarietà. All'inizio non ci ho fatto molto caso ma, man mano che le ore trascorrevano, mi sono reso conto che mi veniva da sorridere: Sembrava che tutti quanti si chiamassero Michele, Gabriele o Raffaele!“Ciao Michele come stai? Io bene e tu? Senti e Gabriele come sta? Bene, bene è avanti con Michele, il figlio di Raffaele”.Mi veniva da sorridere quando sentivo qualcuno che diceva: “Hai visto Michele?” Dentro di me pensavo: ma Michele chi? 

Eravamo partiti all'una di notte dalla cattedrale di Vieste con la fiaccolata, in processione cantando. I primi pellegrini sarebbero arrivati a Monte Sant'Angelo verso le 9.30 di mattina, quelli più veloci e allenati verso le nove, gli altri uno dopo l'altro fino a circa mezzogiorno. Alle 12 sarebbe partita la processione verso il santuario.

 

All’ingresso del Santuario si sarebbero riuniti i tre gruppi in processione: quello proveniente da Vieste, quello di S. Marco in Lamis e quello di Manfredonia. Tutti insieme saremmo scesi nella mistica grotta situata alla fine della scalinata, costituita da 86 gradini suddivisi in 5 rampe.

 

C’erano moltissime persone in fila, ansiose di raggiungere l’Altare di San Michele Arcangelo.

Alle 13.43 ero lì, nella grotta.

 

Conoscevo già quella grotta! Mi sono venuti i brividi, in qualche modo sentivo di aver già vissuto quello che sto vivendo. Durante il rientro in pullman le immagini nella mia mente si facevano sempre più chiare: lo avevo sognato! Un sogno intenso, di cui ricordavo alcuni particolari. Un sogno che però avevo descritto in dettaglio sul libro del KaMiCoCò.

 

Ieri mattina ho ripreso il libro in mano cercando il punto in cui avevo scritto di quel sogno. Era a pagina 64 e il paragrafo incredibilmente portava questo titolo: Il sogno diventa realtà solo se credi. Anche solo il titolo conteneva al suo interno un significato meraviglioso e miracoloso.

 

Cominciai a leggere:

 

“Il verde diventava più intenso e una vegetazione rigogliosa dava l'impressione di essere in un luogo dimenticato dal tempo” (questa è stata la sensazione che mi ha dato camminare all'interno della foresta umbra nel Parco nazionale del Gargano)

 

“Seguivo una sorta di processione, persone ansiose di raggiungere un posto magico, dove qualcuno avrebbe detto o fatto qualcosa di miracoloso”

 

“Finite le scale eravamo giunti in uno spiazzo …”

 

“Ero seduto a un'enorme tavola imbandita in maniera “pura” e semplice, intorno a me tanti commensali” (l'Altare all'interno della grotta così appariva)

 

“Il posto in cui ci trovavamo era una specie di grotta, la luce era sufficiente ma soffusa, quasi spirituale ma al contempo allegra, le persone erano felici e io anche” (descrive perfettamente le sensazioni che ho ricevuto e lo stato d’animo che si prova ad essere lì)

 

“Al mio fianco una figura giovane, ma colma di saggezza che mi guardava trasferendo amore e mi parlava con tranquillità senza muovere le labbra: hai chiesto, hai avuto fede, hai creduto ed è successo”

 Perché niente succede se prima non un sogno, ma il sogno diventa realtà solo se credi.

Sono passati più di quattro anni da quel Sogno, ieri 29 settembre 2012 è successo.


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